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FULVIO BRUNI, i miei undici
anni da Capitano.

Non
è facile condensare in poche parole una lunga storia iniziata undici anni
fa, che si è appena conclusa. Non è facile per la varietà di sensazioni, di
eventi, di sentimenti che si sono succeduti e che faranno per sempre parte
della mia vita. Quindi tanti pensieri, senza un apparente filo logico,
tenuti insieme solo dal ricordo e del grande affetto che provo per queste
"piagge" che mi hanno visto nascere e diventare uomo.
Molte volte ho detto che la Contrada è uno spaccato della propria vita: nel
mio caso ne è divenuta parte integrante,sia in considerazione della
lunghissima militanza, da molti ruoli fino a quello di Capitano, sia perchè
ha segnato profondamente un lungo periodo di grande impegno e di profonde
trasformazioni personali e professionali. Undici anni fa la prima elezione
(e le analogie numeriche con l'attuale fanno ben sperare...), frutto di un
travaglio interno alla Contrada che ciclicamente siamo destinati a provare e
da subito, sensazioni forti, impegno a tutto campo ed un lavoro che ha
portato, nel tempo, i suoi frutti. Lavoro fatto con dedizione, correttezza
di comportamenti, apertura a tutte le idee; realizzato con un sereno e
costante confronto con tutti, ma sopratutto con la consapevolezza di essere
davvero il Capitano di una Contrada speciale ed unica e la certezza di un
ruolo che imponeva un comportamento senza privilegi nei confronti di alcuno,
ma anzi la necessità di considerare ogni contradaiolo parimenti importante.
Ecco, quindi, che il giovanissimo Presidente della Trieste e poi giovane
Vicario assumeva un incarico apparentemente più grande di lui,
auto-imponendosi da subito di mettere da parte molte esuberanze giovanili e
certe valenze caratteriali ed intimistiche, che erano state elementi
portanti della sua vita contradaiola.
Grandi sono stati i dubbi di quei momenti, molti gli errori commessi con
repentine aperture verso il futuro ed improvvisi ritorni al passato;
tuttavia quello è stato il momento in cui ritengo che si siano gettate le
basi delle vittorie successive e degli splendidi momenti che le hanno
accompagnate. Ricordi indelebili, affetti mai spenti ed un unico grande
abbraccio con Riccardo, Foffo, Lorenzo, Pino, Michele e Claudio, i veri
"motori" e protagonisti del tempo.
Il Capitano, come sempre ha detto, ha messo la faccia e...qualche altra
cosa; gli aspetti tecnici sono stati merito esclusivo di un gruppo cha ha
fatto la storia di fine secolo di questa Contrada.
E' stato un grande volo, pieno di sentimenti comuni, di grandi entusiasmi,di
attese nascoste e di gioie immense: e tutta la Contrada ha aperto le sue
ali, superando egoismi e malintesi e preparandosi al futuro.
Ed ora, che tanti pensieri si affollano nella mia mente, fra tutti rimane il
ricordo di un lungo e felice periodo vissuto intensamente ed in cui si è
nuovamente compiuta la mirabile fusione che da sempre accompagna il popolo
di Fontebranda: lo sguardo rivolto al futuro senza mai perdere di vista le
nostre origini, il nostro passato. L'Oca come Contrada di tutti, senza
conflitti generazionali,senza prevaricazioni di ruoli e competenze. L’Oca
come convivenza nel rispetto e nelle realtà di ogni singolo contradaiolo.Tutti
si sono sentiti importanti, al di là dei risultati del momento e delle
glorie spesso effimere.
Ancora una volta, quindi, Contrada come vita, come modo di essere e di
pensare,mai isola felice e terra di soli idealismi, bensì luogo di confronto
di idee e di stili di vita, immersa totalmente in una società in costante e
rapido cambiamento.
Momenti di grandi realizzazioni, di grandi impegni e risultati, ai quali
(come sempre accade nella vita), sono seguiti tempi diversi, in cui non sono
mancati insuccessi e delusioni.
Ed è di questi ultimi tempi il ricordo più intenso, più probante, più vero,
più vicino alla vita di tutti i giorni. E’ in questi momenti che senti
l'orgoglio di essere il Capitano di una grande Contrada, quando gli eventi e
le difficoltà potrebbero travolgerti e farti pensare di abbandonare tutto e
tutti. E’ proprio allora che riemerge più forte che mai l'orgoglio
fontebrandino, con desiderio, passione sconfinata e amore profondo.
Facile sarebbe stato uscire da trionfatore, lasciandosi alle spalle successi
ed allori appena conquistati senza rimettere in gioco niente. Ho proseguito,
con immutata determinazione,forte della convinzione di un momento di
necessità.
Dopo l'agosto 2005 mi sono sentito ancora più fontebrandino che mai, ancora
più attaccato a sentimenti, tradizioni e persone; lontano dai riflettori dei
successi, dalle orge dei complimenti, dalle falsità che immancabilmente si
attaccano al carro del vincitore, ho ritrovato quello spirito e quell'orgoglio
che io per primo, e con me tutta la Contrada, avevamo probabilmente smarrito
per strada.
Ed è già oggi, con un'elezione avvenuta ed un gruppo costruito. Ora è il
momento dell'unità, del superamento di posizioni ed idee dopo un confronto
serio su persone e programmi. Questa è ancora Fontebranda: la compattezza
dopo il confronto, il mettersi a disposizione di chi ci guida, il rispetto
dei ruoli, la partecipazione emotiva. Partendo da queste basi, ne sono
certo, torneremo a realizzare i nostri sogni...auguri Foffo.
Cosa rimane a Fulvio di tutti questi anni?
Tanti ricordi e tutti belli. Anche i più recenti legati ad avverse vicende
paliesche.
Belli perché vissuti con coraggio, dignità e profonda lealtà.
Belli perchè legati a tante persone che mi hanno accompagnato e a cui sono
legato da affetti profondi.
Belli perchè veri, sinceri, anche quando si univano a intensi e serrati
confronti.
Belli perchè ho visto crescere tanti ragazzi, ora uomini maturi ed impegnati
in ruoli importanti: ed a loro mi sento molto più vicino ora che da
Capitano.
Credo di aver dato molto a questa Contrada, e ne sono stato abbondantemente
ripagato, ed è per questo che mi sento ancora in debito nei confronti di
tutti gli ocaioli.
Ora, tuttavia, sento forte il desiderio di tornare a un ruolo che negli
ultimi anni mi è mancato molto, quello del contradaiolo, magari con qualche
esperienza e qualche capello bianco in più rispetto a tanti anni fa, ma con
spirito e passione immutati.
Ritroverò amici che ho lungamente trascurato e con loro vivrò quei momenti
(prevalentemente notturni) in cui si torna indietro con la memoria a tempi e
situazioni legate alla nostra giovinezza. Non mancherà il mio contributo di
idee per crescere ancora insieme e soprattutto… cercherò di convincere
Alarico,Giorgio e Zanzara a farmi cantare con loro.
Un abbraccio affettuosissimo a tutti.
FULVIO BRUNI, 12/05
Scarica il sonetto di F.Vannoni dedicato a Fulvio
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