Ritorna SUNTO, bravo SERGIO

Sergio Profeti è ritornato sulla propria decisione e riapre i battenti.

Si è consumato l'ennesimo bluff del fantasmagorico Sergio Profeti. E voglio pensare che siano proprio quelli che si erano compiaciuti ed avevano addirittura esultato per la sua decisione di smettere,  a sentirsi oggi a pieno diritto "ripurgati".
Nel suo articolo di riapertura intitolato "Rieccoci" Sergio traccia con bellissime similitudini l'anima della città. Cito testualmente:
"Città veramente singolare, dove ognuno possiede la chiave di lettura assoluta e giusta, ma con la spavalderia di non divulgarla per accrescere il proprio prestigio."
S
ergio ha capito di essere Palio anche lui e ad un senese non puoi chiedere di smettere  di "essere Palio".

Cari blogger della "Voce della Pizza" (forse non si scrive così, ma l'effetto è quello viste le ragnatele che spuntano qua e là dalla vostra "perla di modernariato" popolata sempre di meno) scommetto che ci siete rimasti male anche voi ed il vostro grande mentore ancora immerso nei festeggiamenti.
Adesso però Sergio non ti fermare più, nel rispetto delle regole, colpisci e affonda.

Massimo Tinti, 19.12.2009


Senza SUNTO sarà un po' meno Palio

Sergio Profeti si arrende senza aver abbassato la testa.

SUNTO chiude i suoi battenti. La vicenda giudiziaria che ha accompagnato e scandito gli ultimi sei anni di vita della testata giornalistica senese, ha profondamente segnato il suo ideatore che ha deciso di "tirare giù il bandone".
Sono vicino all'amico Sergio in questo momento amaro della sua vita, ma sono anche certo che saprà reagire da quella persona che è sempre stata. Sergio è la memoria storica del Palio, è un senese con la esse maiuscola. E come tale, ha saputo mantenere fede, fino in fondo, alle proprie idee.
Senza il suo giornale on-line Siena farà sentire un po' di meno la propria voce al mondo.
Con questa sua decisione egli priva la Festa di uno dei suoi cantori più lucidi. Duro e sferzante come solo un vero giornalista - che non fa il tifo per nessuno - sa essere, anche nell'uso di toni non sempre condivisibili, ci ha raccontato per anni l'altra faccia di un mondo - che soprattutto a noi extramoenia -, non è dato di conoscere appieno.
Cito dal suo articolo di commiato:


Si può scrivere usando altri termini? Tutti coloro che vogliono bene a Sunto, ed anche a chi scrive (non più di tre), sostengono la tesi che si può scrivere usando altri termini di quelli abitualmente, e quotidianamente, usati. In verità chi scrive si è anche impegnato nella ricerca di una strada nuova per questo profilo, ma non c'è riuscito. Forse, evidentemente, non ne è capace, ma, forse, è anche vero che non vengono mai usati quei termini offensivi che facciano scattare sequestri. Si tratta, forse, solo di termini reali e che racchiudono, nella loro semplicità, la verità; verità assoluta detta alla senese. Quale può essere il termine "moderato" per descrivere un'azione che non ha né capo, né coda? Incompetenza? Bene, noi abbiamo scritto che izyno non ci capisce nulla, ma proprio nulla; allora dov'è il termine offensivo? Forse si vuole "consigliare" a chi scrive di usare quei termini leccaioli che vengono imposti, come bavagli, alle testate locali per non disturbare? O, forse, usando "altri termini" non si vuole, lentamente, incanalare tutto, e tutti, verso un unico pozzo stagnante? non ci è mai piaciuto adeguarci al sistema, perché non ne abbiamo le caratteristiche e perché, quando avevamo l'opportunità di lasciare Siena per conoscere anche Johan Cruijff, abbiamo preferito rincorrere il rumore dei nostri passi tra un portone e l'altro. Sunto non usa "altri termini", ma solo quelli che usano tutti a Siena. Senza troppe velature di pura ipocrisia.

Sergio, per quello che conta il mio consiglio, ti invito a ripensarci e a continuare il tuo lavoro. Se però non dovessi sentirtela più: <<Onore a te, mio maestro>>.

Massimo Tinti, 17.11.2009


OCAIOLOEXTRAMOENIA.IT
Il sito sul PAPERONE e sul Palio di Siena
 

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