|
Un luogo dell'anima
Esistono luoghi che ti
aspettano per tutta una vita. Sai che ci sono, rimandi l’incontro
per mille stupide vicissitudini, fino a che ti dimentichi di loro.
Poi un giorno qualsiasi, al crocevia di emozioni e ricordi
sovrapposti di anni diversi, li raggiungi e ti unisci a loro. Sono i
luoghi dell’anima, dove ti senti a casa senza esserci nato o
vissuto.
Fontebranda rappresenta per me uno di questi luoghi. Ed anche se il
vagheggiamento di un sogno non può considerarsi ancora sogno, non
appena sento ripetere quella parola magica, mi tornano alla mente
molti ricordi vivi di ciò che è una parte di me.
Lo scorso anno
ho compiuto una scelta personale molto sofferta - quella di non
frequentare più la Contrada - e continuerò a
farlo perché credo fermamente nei miei propositi. Al tempo
stesso però mi sono reso conto di aver travalicato - attraverso
questo sito - il ruolo di
semplice protettore e appassionato di palio lasciandomi andare ad esternazioni
forti poco in sintonia con il rispetto che porto a questo luogo e a
molte delle persone che ci vivono. Ed è a loro che
chiedo scusa.

Lunedì prossimo vedrò sorgere il sole da San Domenico e mi
incamminerò verso piazza Indipendenza, con il mio fazzoletto e la
rubrica del cellulare zeppa di amici extramoenia da contattare per
un gottino o un semplice “ciao come stai?”. Non ci sarà tensione, ma
molta emozione (parafrasando un po’ Battisti), quella sempre. L’OCA
non ha l'obbligo di vincere a tutti i costi perché la TORRE questa volta non c’è.
Dunque perché non godersela piano, piano come si fa con uno scotch
invecchiato in compagnia di un amico che non si vede da tanto tempo.
Sono trascorsi soltanto due anni dallo
splendido trionfo di Fedora e Giovannino. Un trionfo sofferto fino all’ultimo
centimetro di tufo e vissuto due volte a causa di quella incredibile
svista che portò all’esposizione dal Palazzo Comunale della bandiera sbagliata. Che corsa, che gioia! Rivedo il volto stanco, ma felice,
di Capitan Foffo - artefice indimenticato di quella vittoria. Sono convinto che da
lassù guarda alla sua Fontebranda con immensa tenerezza. Spero
possa far scendere un po' di serenità in questi tempi senza gioia.
Ma ora sarà di nuovo Palio. Il cuore batterà a mille mentre
proseguirò per via delle Terme e ad
ogni crocicchio i miei occhi scivoleranno curiosi giù verso Santa Caterina,
l’Incrociata. Sospirerò nel vedere le bandiere e i braccialetti
verdi bianco e rossi illuminati dai raggi di sole. Poi entrerò in
piazza e aspetterò… dolcemente, senza fretta…: il rumore degli
zoccoli sul tufo, i canti d’ingresso dei contradaioli delle "dieci"
pronte a darsi battaglia, il
Sindaco che imbossola le ghiandine, piccoli tormenti e immense estasi di un
luogo della mia anima.
Buon Palio a tutti.
Massimo Tinti,
22.06.2009
OCAIOLOEXTRAMOENIA.IT
Il
sito sul PAPERONE e sul Palio di Siena
|